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46° raduno 22-25 gennaio 2026 - Winter Camp

46° raduno 22-25 gennaio 2026 - Winter Camp

25-01-2026

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Chiunque leggerà questa mia… Si starà sicuramente interrogando su cosa possa essere Articolo 28 e cosa aspettarsi. Io Vi consiglio di partire con un’idea più che con delle aspettative. Le aspettative possono essere anche disattese alcune volte. Quando, per curiosità, ho deciso di partecipare per la prima volta a questa avventura sono partito con qualche idea e con molti pregiudizi. Si lo ammetto ero molto prevenuto. Pensavo fosse l’ennesimo evento orgiastico ammantato da un sedicente contesto “military fetish” per dare al tutto un’idea più strutturata ed invitante. Premetto che ho sempre avuto una passione per la gerarchia militare, la vita da caserma, il fascino per l’uniforme e, se non fosse stato per questi aspetti, probabilmente non avrei minimamente considerato Articolo 28. Beh la mia passione in questo caso è stata rivelatoria. Le modalità con cui vengono affrontati questi quattro giorni mi hanno smentito su tutti i pregiudizi che avevo: tutto ciò che leggerete su questa pagina ufficiale corrisponde a verità. Si fa vita di caserma, si rispetta un gerarchia, si effettuano turni di notte, ci si sottopone a prove fisiche, marce, implotonamenti, sfide tra squadre, SI LAVORA (anche su se stessi)…ma soprattutto…si impara il rispetto e si scoprono cose...cose che tante volte nel nostro quotidiano vengono date per scontate, per assodate o peggio…ignorate. Io, scrivente trentanovenne, sono sempre stato quanto di più lontano dal lasciarmi coinvolgere emotivamente. Sono sempre stato pregiudizioso e giudicante. Qui entrerete in contatto con un’infinità di mondi…molti vicini…e altri molto lontani da Voi. Non abbiate la pretesa di capire tutto subito (come in alcuni casi ho fatto io), vivete il campo, vivete le persone e mettetevi in gioco con tutti i vostri mezzi. Nessuno vi giudicherà. Non abbiate vergogna di Voi stessi, del Vostro corpo, della Vostra religione, del Vostro credo politico, dell’Etnia a cui appartenete o di qualsiasi altra cosa sia la Vostra natura e/o convinzione. I commilitoni e i superiori che incontrerete saranno dapprima Vostre guide e poi Vostri amici e forse col tempo…anche altro. Fidatevi…Vi renderete conto appieno, di quanto avrete vissuto, solo dopo qualche giorno dalla fine di questa esperienza. Quando sarete sdraiati non più sulle brade del campo…ma nei vostri letti…quando tra le calde lenzuola domestiche vi domanderete… “ma l’ho fatto veramente?” e vi potrete rendere conto effettivamente di ciò che è stato, di ciò che è…e di ciò che sarà se l’esperienza vi avrà convinto a tornare in futuro (almeno questa è stata la mia sensazione). È normale. La vita da soldato è così: tante prove, tante attività, tante situazioni e poco tempo libero per pensare o da dedicare al nostro fedele amico dispositivo radiomobile portatile. Non sono quattro giorni di vacanza…e sono tante le cose da metabolizzare. Non dimenticate mai che l’uniforme ci rende tutti uguali, a prescindere che nella vita siamo dirigenti o semplici esecutivi. L’uniforme e il contesto ci mettono al pari nel vivere situazioni ed emozioni e, se dal caso il tutto Vi risultasse eccesivo o non nelle Vostre corde, sarete sempre liberi di scegliere di dire NO. Stiamo pur sempre vivendo un contesto ludico e giocoso dove il cameratismo, il rispetto, il sesso ed il consenso viaggiano sullo stesso binario. Anche la nudità sarà parte dell’esperienza…ma sempre con il massimo RISPETTO e senza giudizio. E ricordate...potrete SEMPRE scegliere. Nessuno Vi giudicherà. Troverete persone (come ho trovato io) che vi ascolteranno e che vi capiranno. Forse troverete anche tante similitudini tra voi ed altri che nemmeno immaginavate. Mentre scrivo queste righe ho terminato da pochi giorni il mio quarto campo consecutivo, ho conosciuto tante persone nuove e straordinarie, con altre ho approfondito il legame, ho rivisto vecchi “commilitoni” ma soprattutto Amici ed altri che quasi ormai posso definire Fratelli. Tornerò ancora e ancora ai campi organizzati da questi straordinari ragazzi…dei quali non sarò mai stufo. Auguro a tutti voi, che leggete, di poter provare questa straordinaria esperienza. Con profonda, e sincera, onestà intellettuale… (neo) Caporale Senatore
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Ho partecipato al mio secondo raduno di Articolo 28. Si confermano solo i valori che mi ha condiviso la scorsa volta, Unione, amore, libertà, stima e rispetto. Il tutto in un ambiente dove la fantasia militare faceva da padrona. I pianti finali di tutti sono la dimostrazione di quanto siano forti i sentimenti all'interno del raduno. Sono grato di far parte di questa fantastica famiglia! 🪖♥️
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Scrivere di questo campo militare appena concluso è un’impresa complessa; ci sono emozioni che non si traducono e che, per comprenderle davvero, devono essere semplicemente vissute. Non è facile spiegare a parole il peso di uno zaino che si fa leggero quando viene condiviso, o il silenzio di una notte che racconta più di mille discorsi. In soli quattro giorni si assiste alla nascita di legami di un’intensità disarmante. Quelli che all'inizio erano solo volti nuovi, diventano in poche ore, punti di riferimento stabili, dando vita a rapporti forti e, come spesso accade, destinati a durare nel tempo. Le giornate sono state lunghe e vibranti, scandite non solo da un ritmo costante di attività, prove fisiche e implotonamenti; ma anche di risate e abbracci. Rimaniamo uomini nudi nelle proprie fragilità, pronti a metterci in gioco e ad aiutare i nostri compagni, scoprendo una vulnerabilità e una sensibilità che spesso la quotidianità soffoca. In questo contesto, ci si spoglia totalmente dei ruoli della nostra quotidianità e delle etichette imposte dalla società, per superare i nostri limiti, e le nostre paure. Ascoltare il pensiero dell'altro diventa un atto di apertura pura, una cosa ormai unica e rara. Se ho partecipato al mio quarto campo, é perché ho percepito ed apprezzato essere parte di una famiglia. Una grande famiglia. In questo equilibrio perfetto, il rispetto dei gradi militari non è mai venuto meno, ma è stato affiancato dalla certezza incrollabile di trovare sempre una mano pronta ad aiutarmi nel momento del bisogno. La gerarchia non ha creato distanza, ma una struttura sicura dove aggrapparci e sostenerci. Consiglio vivamente a chiunque di mettersi alla prova iniziando da recluta, perchè Articolo28 non é un gioco, ma un’esperienza che rimane impressa visceralmente, capace di forgiare nuove sicurezze, e di aprire una visione più autentica di noi stessi agli altri. Condivido con piacere parte di una ode che abbiamo scritto con la mia squadra, per una prova: “Non siate banali, siate pure degni soldati, splendete nel mondo, sentitevi amati. Uniti qui, con forza che mai mancherà, Sotto lo stendardo di Articolo 28, giuriamo fedeltà! Utzè, utzè, utzè!
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Per me Articolo 28 non è soltanto un gruppo di uomini accomunati dalla passione per l’immaginario Military e per il fetish legato alle uniformi: è molto di più. A due giorni dalla fine del raduno mi sono seduto, ho chiuso gli occhi e ho voluto ripercorrere questo percorso, riflettendo soprattutto su ciò che mi ha lasciato. Prima di tutto, tanta — tantissima — bella gente, certo, con qualcuno si crea un legame più forte e con altri meno ma il clima che si instaura è fatto di personalità diverse che si incontrano, si rispettano e si accolgono. È un ambiente che ti aiuta a sospendere i pregiudizi, a non giudicare, a mettere da parte i moralismi. A me serve anche questo, perché nella vita quotidiana mi capita di esprimere opinioni non richieste e di avere delle preclusioni. È stata anche la prima volta in cui mi sono commosso per delle parole: durante un’attività, un discorso mi ha toccato il cuore. Grazie, Soldato Gabry, grazie davvero. Ovviamente non è tutto rosa e fiori! Ci si sveglia presto, si fa attività fisica, c’è chi prepara la colazione, chi il pranzo e chi la cena; chi pulisce, chi fa la guardia, chi allestisce, chi conduce i giochi, chi guida le attività e chi marcia. Insomma, ognuno fa qualcosa per la riuscita del campo: il contributo di ogni singolo è un mattoncino che rende possibile l’esperienza. Impossibile non partecipare al 47° campo! ☺
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Ho fatto tredici. Questo non è un report sul 46° raduno, è piuttosto un report sui raduni in generale. Non sono il “militare” di Articolo 28 di più lungo corso, ma sono sicuramente quello più anziano in servizio. Ho iniziato nel 2016 ed il mio Reclutatore, il Maggiore Tom era stato temerario, ero nell’età in cui normalmente si smette e non in quella in cui si comincia una nuova avventura. Ed invece eccoci qua, il Maggiore Tom è stato promosso generale ed io ho tagliato il traguardo del tredicesimo raduno, tutti, senza interruzione. Ogni raduno, ed anche questo, è stato il migliore di sempre, ad ogni raduno ho conosciuto le persone più interessanti e dopo ogni raduno mi godo quel piacevole languore d’assenza e di impazienza per il prossimo che verrà. Essere il più vecchio mi piace, sento che per qualcuno è confortante vedere “il nonno” che sopporta come tutti i ritmi veglia/sonno; mi piace fare parte di un gruppo in cui le differenze di provenienza e ceto sociale come quelle di età sono un fatto secondario. Il messaggio principale lo voglio dedicare alle potenziali future reclute, a quelle che sono in dubbio se candidarsi o meno, a quelle che hanno paura di quello che possono incontrare e a quelle che hanno paura di sé stesse. Un raduno di Articolo28 è sicuramente un’esperienza importante, alternerai l'essere vestito in mimetica ad essere nudo fisicamente, ma lo sarai anche mentalmente e riuscire, nel gioco, a svestirti di molte sovrastrutture sociali e caratteriali, è un’esperienza che sicuramente ricorderai. Per alcuni è un momento terapeutico, non tutti ritornano, ma sono molto rari coloro che parlano male dell’esperienza fatta.
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