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43° Raduno 07-09 luglio 2024

43° Raduno 07-09 luglio 2024

08-07-2024

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La mia prima esperienza con la comunità di Articolo 28 è avvenuta con il raduno SPL_5 nel mese di luglio 2024. Ho conosciuto l'associazione tramite un amico e curiosando sul sito mi sono convinto a presentare domanda di reclutamento dopo aver più volte rinviato la decisione. Nonostante le rassicurazioni lette sul sito, le mie perplessità sul campo restavano, fino a quando non ho deciso di superare l'indecisione e lanciarmi in questa nuova avventura. Fin dai primi contatti per email e per telefono, ho percepito la serietà dell'associazione e la qualità della proposta, così, una volta dichiarato abile e arruolato, mi sono iscritto al raduno e sono "partito soldato"! In realtà, sono partito recluta, con mille timori di non riuscire a superare le prove cui sarei stato sottoposto, ma sono tornato dal campo promosso a soldato semplice... quindi, prova superata! Non voglio svelare troppo quello che è accaduto nei 4 giorni del raduno perché vivere il campo da recluta significa soprattutto essere pronti a sorprendersi per ciò che accade. Per quanto mi riguarda, la sorpresa più bella è stata il mio viaggio interiore alla scoperta delle mie capacità e della mia determinazione nel superare limiti che ho costruito negli anni a difesa di una mia sensibilità che, nel campo, ho scoperto essere condivisa da moltissimi altri ragazzi. Sono molto felice di aver partecipato al raduno e lo consiglio a tutti coloro che hanno voglia di mettere alla prova la propria forza interiore e di condividere del tempo con una bella comunità fatta di persone accomunate da interessi, valori e passioni collegate al mondo militare e non solo.
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L'esperienza del primo raduno inizia già da prima, da quando ci si iscrive. Nell'attesa, nel procurarsi tutto il necessario, nell'immaginare cosa possa succedere e quali possano essere i propri compagni di avventura, nell'organizzare gli spostamenti per raggiungere il campo. I giorni lì poi vanno vissuti con sorpresa, non svelerò le attività e i momenti principali. Basta sapere che bisogna andare dotati di molta autoironia e una gran disponibilità a rinunciare a decine di ore di sonno. Perché il programma giornaliero, le attività di gruppo e le competizioni nella natura occupano una percentuale molto più alta (forse pure troppo alta!) rispetto a quella che mi aspettavo, rispetto al divertimento "a letto", per il quale, dopo i turni notturni e le sfide diurne, capita - addirittura, sic - di non avere la forza. Ma poi alla fin fine non ti importa, per quello c'è tempo. E poi l'esperienza continua anche dopo, quando il campo è finito. Con i ricordi, le chiacchiere, i rapporti e le amicizie, nate dentro e fuori le brande.
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La strada sterrata sembra non finire mai. Di lontano scorgo la base che imponente e solitaria sulla collina, si staglia cupa ed un po’ inquietante. Sono assai agitato per un viaggio con svariati imprevisti che hanno aumentato la tensione che mi portavo dentro da giorni. Arrivo trafelato, avendo accumulato un discreto ritardo che mi costerà il primo cazziatone da parte di uno dei comandanti. Saluto frettolosamente facce conosciute ed incrocio occhi nuovi nei quali leggo tante emozioni. Carico di bagagli, zaini, sacco a pelo e quant’altro, prendo possesso della stanza che mi è stata assegnata. Mi affiorano le sensazioni dei campi precedenti, le risate, il timore delle punizioni, i giochi di ruolo, il sudore, l’odore del tuo compagno di squadra… Rifletto che questo per me è stato il campo “della maturita”: promosso al grado di caporale mi sono visto cresciuto, cambiato. Leggo tante cose che conoscevo con occhi nuovi, con una consapevolezza diversa, piu’ profonda. Il mio primo campo fu una esplosione di sensazioni concentrate nelle prime due ore. Onestamente sarei voluto scappare via, tanto era il peso di quello che stavo provando: smarrimento, paura, competizione, confronto, diffidenza, ma anche solidarietà tra noi nuove reclute, accoglienza degli anziani, …dei comandanti. E’ un gioco di ruolo, lo sappiamo. Per qualche giorno ci mettiamo una maschera e recitiamo la parte. Ma non è finzione pura, non è recitazione sterile, non è sciocco travestimento. E’ ben altro! E’ un mezzo per filtrare e far uscire gran parte del nostro “io “ piu’ nascosto. Comprendi fino a quanto sei solidale col perdente, quanto godi nel vedere il compagno in difficoltà, quanto nella convivenza sei disposto a rivalutare le tue priorità, quanto ti manca la tua comodità o scopri di quante cose non veramente indispensabili è intrisa la tua quotidianità. E l’ormone è a mille, il cuore batte forte, le docce insieme in un connubio di eccitazione, stanchezza, desiderio, schiuma, calore umano… Il silenzio della notte che sembra infinita durante il turno di guardia, rallenta magicamente il ritmo frenetico della giornata, regalando il tempo per la parola col nuovo compagno, per la condivisione delle storie personali, ove senza il rigore del tempo, vuoti il sacco delle tue esperienze, dei tuoi racconti personali: una lacrima, un abbraccio , un bacio rubato. Questo campo per me è stata la scoperta della persona, della sensazione, della condivisione, dei racconti personali, dell’ascolto. I precedenti li ho vissuti come fisicità estrema, ove ho espresso la rabbia, la forte competizione, ove ho vissuto il corpo dell’altro con desiderio e passione carnale. Ero partito con uno zaino pieno di emozioni e storie personali , ben piegate ed ordinate: torno indietro con uno piu’ grande dove ho raccolto tanto anche dagli altri zaini degli altri ed dove ho lasciato cose che ho donato in giro. Qualcosa ho sicuramente perso e dimenticato ma oggi mi accorgo che non mi manca affatto.. Articolo 28 è una scoperta, scambio ad ogni livello: dal semplice gioco, dal divertimento, alla gara con se stessi. Provare è senza dubbio un bel momento di crescita.
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